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Territorio e storia di San Demetrio Nč Vestini


Prima denominato soltanto S. Demetrio, dopo l’unità d’Italia ha aggiunto al nome del paese quello dei Vestini, antico popolo italico, che dominava il territorio da Penne fino all’aquilano.
E’ formato dall’aggregazione di sette distinti nuclei, di cui si ha notizia già in un documento del X secolo, in cui si citano le villas Sancti Demetrij, probabilmente originate dal confluire degli abitanti delle vicine Aveia e Peltuinum.
Il centro viene menzionato fin dal 1178, come pagus chrementes e più tardi come Demetra, in omaggio alla dea Demeter (Cerere), secondo alcuni in relazione alla fertilità delle terre. Prese parte alla fondazione dell’Aquila e fu uno dei castelli del suo Contado.

Nella media valle dell’Aterno, è frequentata meta di turismo naturalistico, soprattutto grazie alla presenza, nella frazione di Stiffe, delle grotte omonime, che si aprono nella parete rocciosa di una forra sovrastante il centro abitato.
Percorse da un torrente sotterraneo che forma una serie di laghetti e cascate, adorne di stalattiti e stalagmiti, le grotte uniscono alla suggestione scenografica interessanti peculiarità morfologiche. Sospeso tra l’horror e il magico è lo scenario che offre il cosiddetto “pozzo Callara”, dove l’acqua fermenta, con la fuoruscita dell’aria.
Frequentato e ameno è anche il lago Sinizzo, a breve distanza dal paese.
Nei nuclei abitati, diversi edifici monumentali, tra cui la parrocchiale barocca di San Demetrio e l'ottocentesca Santa Maria dei Raccomandati, che conserva bei dipinti, tra i quali alcuni di Teofilo Patini.
Tra le residenze, interessanti il barocco palazzo Dragonetti e quello settecentesco dei Cappelli di Torano, attualmente collegio dei padri rogazionisti.
Fonte: Regione Abruzzo.

 

   
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